” Ognuno faccia la sua parte, piccola o grande che sia”. Solo se ognuno farà la sua piccola parte potremo cambiare qualcosa per noi stessi e per gli esseri innocenti che verranno. E’ il dovere di ogni uomo degno di questo nome difendere la sua terra, la famiglia, l’altrui vita e quella di animali e piante, che convivono con lui nel pianeta azzurro.
Pensiero di Giovanni Falcone


RICORDATEVI MOLTO BENE "VOI COLLABORATORI" DI QUESTO "MASSACRO"..!UN GIORNO,VI PENTIRETE DI TUTTO,MA NON SERVIRA' PERCHE' RICEVERETE UGUALMENTE LA "GIUSTA PUNIZIONE" PER IL VOSTRO DIABOLICO OPERATO..!!


sabato 19 maggio 2012

IL MODUS OPERANDI DEI DISINFORMATORI

QUI FERT MALIS AUXILIUM, POST TEMPUS DOLET(chi aiuta i malvagi, alla fine se ne pentirà)
"[...] Non siamo più uomini; non abbiamo più neanche la vita balzana degli animali; siamo cose di cui solo gli altri possono disporre. Dobbiamo fare ribrezzo, per poter essere usati meglio da chi lo vuole; perchè una sola libertà ci rimane: quella di tradirci. E infatti, ognuno di noi, cova, col suo leggero tanfo malato alle viscere, il desiderio di poter finalmente ammiccare ai suoi padroni, che vengono a condannarlo. Vogliamo essere noi i primi aiutanti dei nostri assassini, che hanno inventato complicati meccanismi per ucciderci insieme. [...]"
(P.P. Pasolini, "Calderòn": XVI EPISODIO - Rosaura risponde a Basilio)

Il modus operandi dei disinformatori

Su Internet, specie negli ultimi anni, agiscono alcuni personaggi col preciso scopo di screditare coloro che trattano argomenti pericolosi per lo status quo. Questi personaggi bazzicano nei vari blog oppure creano siti che si riconoscono perché non hanno alcuna finalità (non informano né offrono contenuti costruttivi) se non quella di denigrare persone scomode perché indipendenti.

Essi si illudono che cercando di distruggere la reputazione di persone indipendenti distruggeranno anche la possibilità di divulgare gli argomenti da esse sollevati.

Riconoscere i personaggi in questione non è difficile perché essi utilizzano le solite tecniche di regime. Le tecniche più comuni sono:

1) Associare gli scrittori indipendenti a personaggi già screditati, facendo addirittura intendere che essi apparterrebbero ad una sorta di fazione. Ciò consente di etichettare.


2) Sollevare critiche che non hanno alcuna attinenza con gli argomenti sollevati, ma puntare a personalizzare le questioni, facendo intendere di avere a che fare con persone emotivamente disturbate o irrazionali. In sintesi, le accuse più frequenti rivolte alle persone indipendenti sono:

- egocentrismo;

- invidia verso i personaggi avallati dal regime;

- disinformazione (come se i media ufficiali informassero);

- arroganza;

- voglia di mettersi in mostra (come se non fosse più facile emergere dicendo bugie piuttosto che la verità);

- essere gatekeep o avere altre caratteristiche opposte rispetto a quelle proprie del dissidente;

- non essere competenti (come se i personaggi di regime fossero tutti cervelloni con una cultura da Nobel);

- di essere faziosi o schierati (come se quelli pagati dal sistema fossero “indipendenti”);

- di essere contraddittori o illogici;

- essere intolleranti verso le opinioni altrui (come se chi impiega tempo cercando di screditare gli altri fosse tollerante);

- di avere manie di persecuzione (come se i crimini denunciati fossero infondati), ecc.


3) Altra tecnica è quella di accusare gli autori indipendenti degli stessi difetti che il sistema vuole rafforzare in tutti gli individui: censura, intolleranza, avidità, sete di protagonismo, invidia, ecc. Si tratta di spostare l'attenzione dal messaggio al messaggero, e di creare un clima emotivamente carico, per escludere una discussione sul vero argomento, che non riguarda certo i difetti possibili dell’autore. In altre parole, si cerca di spostare il terreno dai contenuti oggettivi a contenuti emotivi, puntando a far credere che chi esce dal recinto del “bias di conferma” abbia qualcosa che non va. Alcuni si spacciano persino per personaggi che vorrebbero “aiutare” le persone indipendenti, facendo credere di agire per nobili fini. In realtà, più una persona indipendente viene vista come pericolosa per il regime, e più si attiveranno persone che vorranno metterla in cattiva luce, creando persino siti appositi.


4) Diverse altre tecniche hanno alla base le critiche manipolative, ovvero critiche volte a manipolare o destabilizzare gli altri colpendoli emotivamente, in modo tale da difendere interessi ed esercitare un controllo sul loro comportamento.

Spiegano gli studiosi Michele Giannantonio e Anna Laura Boldorini: “Le critiche manipolative sono critiche che hanno come scopo fondamentale quello di creare imbarazzo, senso di incompetenza, di ignoranza, di colpa … (per) manipolare gli altri in modo da soddisfare i propri interessi, come il potere, il controllo, l’attribuzione ad altre persone delle proprie responsabilitàun modo più sottile e più pericoloso di usare queste critiche è di essere abilmente vaghi, in modo tale che le ambiguità delle critiche rivolte ad una persona vengano interpretate nel modo peggiore possibile. (ad esempio “questo è pazzo”, oppure “non ha capito niente” NdA)… Siamo in presenza di critiche manipolative basate su deduzioni arbitrarie quando, preso atto di un determinato comportamento, si deduce che questo sia indicatore di caratteristiche o di comportamenti più generali di una persona, pur essendo tale deduzione errata o quanto meno discutibile (ad es. “Questo critica sempre tizio”, oppure “è sempre superficiale”)”. (Giannantonio Michele, Boldorini Anna Laura, “Autostima, assertività e atteggiamento positivo”, Ecomind, Salerno 2007, pp. 37-40)


FONTE: trafiletto ripreso dal blog di Antonella Randazzo (http://www.lanuovaenergia.blogspot.com/)

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