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mercoledì 3 luglio 2013

MONTANARI,VAI AVANTI TU CHE MI VIEN DA RIDERE.

Recentemente il sedicente "scienziato" Stefano Montanari, del quale ci eravamo già occupati in passato, al termine di una conferenza sulle nanoparticelle, ha inopportunamente citato in modo diffamante Rosario Marcianò, affermando, in buona sostanza, che delle cosiddette "scie chimiche" egli non sa nulla e non vuole nemmeno sentirle accennare.
Di seguito la trascrizione delle affermazioni di Montanari.



"Le scie chimiche le vedo anch'io. Sono ossessionato da queste persone che mi martellano con le scie chimiche, pretendendo che io gli dica cosa c'è nella scia chimica. Ma come diavolo faccio io a dire che cosa c'è nella scia chimica, se non ho un campione di scia chimica? I metalli? Non è vero che hanno trovato i metalli. E' un falso clamoroso. Le scie chimiche le vedo anch'io. Anch'io mi sono preoccupato: non sono aerei normali, ma io di mestiere faccio lo scienziato, piaccia o no la cosa, quindi io sono costretto a basarmi sui fatti. Allora... Qualche anno fa, quando forse ero un pochino più ingenuo, veniva da me della gente col sacchettino e mi diceva 'questa è la scia chimica'. Io l'analizzavo ed era normalissima polvere ambientale. Cosa facevano questi? Raccoglievano per terra della roba perché avevano visto una scia chimica; poi andavano a raccogliere la roba per terra e dicevano 'questa è la scia chimica', ma... io ho una scia a quattro chilometri da qua... dove mi va a finire quella roba? Qui per terra ho tutto quello che è venuto dal traffico, quello che è venuto dal riscaldamento, quello che è venuto dalla fonderia, quello che è venuto dall'inceneritore... Io ho detto mille volte... Allora, quando uno dice che è stato trovato il bario, mente, è un ciarlatano, perché non è affatto vero. Non si è mai trovato niente.

C'è una maniera per lavorare, che si potrebbe fare tranquillamente, tecnicamente fattibilissimo, però bisogna impegnarsi a farlo. Occorre tempo, denaro e volontà di farlo e l'attrezzatura. Si prende un pallone aerostatico. Lo si tiene pronto e nel momento in cui ci sono le scie chimiche (nella zona dove abito io sono comunissime quindi... non è che uno debba aspettare due mesi... uno aspetta dieci giorni e gli capita). Quando ci sono le scie chimiche, va su a quei quattro chilometri col pallone (cosa che si può fare... c'è un professore proprio dell'Università di Modena che ne ha fatto uno)... si va su... (c'è una macchinetta che succhia l'aria e costa 2.000 euro, quindi... una cifra abbordabilissima)... si succhia quell'aria, si riporta giù e si analizza. Ma fino a che si e raccoglie per terra un cucchiaino di polvere e si dice 'lì dentro c'è'... Addirittura c'è qualche personaggio bizzarro che mi viene a dire che ci sono i nanocomputer dentro... beh insomma, a me fa veramente ridere una cosa di questo genere. La scienza è un'altra cosa, la scienza è molto limitata, però ha delle regole ferree... quindi... Delle scie chimiche non si sa nulla. Ci sono... ci sono, c'è un tipo... c'è un signore che si chiama Marcianò di cognome, che dice delle boiate pazzesche sulle scie chimiche, senza nessuna base. Eppure trova credulità, non credito, credulità presso la gente
".

Peccato che le dichiarazioni della Dottoressa Antonietta Gatti, illustre consorte del Montanari (in un'intervista risaltente al 2007 sul poligono militare di Quirra, in Sardegna), contraddicano quanto dichiarato dall'esimio scienziato. Come si evince dalla registrazione, Montanari e consorte fanno due pesi e due misure. Infatti, in sintensi, la Dottoressa Gatti collega il Poligono di Quirra alla presenza di contaminanti negli organismi viventi che stanziano nelle aree circostanti. Ciò significa, evidentemente, che, sempre secondo la scienziata, siamo di fronte a "pollution" proveniente dal poligono medesimo. Ciò contraddice le asserzioni del consorte. Si tenga conto che questo contenuto, molto scomodo, è stato censurato per ben tre volte. L'intervista è tratta dal documentario: "Oltre il giardino" di Dinorah Hertz, Enrico Pettinelli, Marco Tagliabue.

venerdì 16 marzo 2012

LA DISINFORMAZIONE NON PASSERA'

Max Bernabovi, un disinformatore per il popolo bove


Infiltrati, agenti provocatori e cellule dormienti

La disinformazione italiana ha il fiato corto. Nonostante il notevole dispendio di forze, uomini in incognito (spesso identificati e quindi resi innocui), denaro pubblico a iosa, la questione "geoingegneria clandestina" o più semplicemente "scie chimiche" è ormai il segreto di Pulcinella. A niente sono valsi i fiumi di fango, diffusi per mezzo di blog, forum, canali You-Tube e Facebook, tutti indirizzati al discredito, alla calunnia ed alla diffamazione degli attivisti che più degli altri si sono esposti in prima persona per informare nel modo opportuno la popolazione sul genocidio in corso. Ormai sono anni, eppure questi agenti da quattro soldi non sono riusciti a convincere.

Il finanziatore del programma di disinformazione (il Ministero dell'Interno) si è allora chiesto quale altro stratagemma potesse essere escogitato per conseguire lo scopo e così, prendendo spunto dalle tecniche tipiche delle operazioni di Polizia all'interno dei gruppi dissidenti e durante le proteste, è ricorso agli infiltrati, agli agenti provocatori o alle cellule dormienti. Si tratta di soggetti che si intrudono tra i comitati, le associazioni, i gruppi di attivisti che operano in Rete e sul territorio ed acquisiscono fiducia, operando nel classico modo che ognuno di noi in buona fede si aspetta: per il bene della comunità e contro i cosiddetti "avvelenatori". Eccoli quindi che si adoperano nell'organizzazione di conferenze, manifestazioni di piazza, raccolta di firme e quant'altro, lavorando in modo intensivo sulla Rete, con l'obiettivo di ottenere consenso.

In questi anni abbiamo portato alla luce verità scomode ed abbiamo smascherato diversi gatekeepers anche di "alto" livello. Spesso si trattava di persone non prive di astuzia, quasi insospettabili nonché con un curriculum di tutto rispetto.

Non è il caso di Massimiliano Bernabovi, i cui atteggiamenti appaiono subito sconsiderati, sopra le righe, ridicoli e non degni di attenzione. Sappiamo, però, che non bisogna sottovalutare nemmeno i pazzi, soprattutto quando iniziano ad istigare altri a delinquere ed anche perché il Bernabovi sembra sentirsi con le spalle coperte, proprio come altri suoi colleghi.

Chi è, però, Max Bernabovi? Sino a poche settimane fa, non sapevamo nemmeno chi fosse. Un giorno tuttavia ci avvisano che costui scrive su Facebook e sui suoi blog che noi di Tanker Enemy lo staremmo ingiuriando. Sottovalutiamo lo scapestrato e le sue azioni, così lasciamo correre per alcuni giorni. Si calmerà, pensiamo, visto che sul suo conto non abbiamo mai scritto una sola riga. D'altronde... chi lo conosce?

Passa il tempo e la situazione si complica, poiché molti nostri amici e collaboratori vengono coinvolti nella querelle. Tra questi Corrado Penna, Ivana Mannino, Daniele Fois ed altri attivisti di punta che qui non menzioniamo per brevità.

Max Bernabovi usa documenti pubblicati da Tanker Enemy, li modifica e li spaccia per suoi, affermando che siamo noi che glieli abbiamo plagiati. Organizza raccolte di firme, mentre scrive che la nostra petizione non è valida (Quale? Noi non abbiamo mai raccolto firme e ci siamo sempre mostrati scettici sull'utilità delle sottoscrizioni), organizza una conferenza con relativa manifestazione di piazza per settembre, così da seminare confusione, visto che è stato programmato un sit-in per novembre 2011.

Max Bernabovi ci attacca direttamente, anche se con frasi sconnesse e grottesche, dando l'idea di essere uno squinternato. Tuttavia capiamo che la sua non è solo stupidità, quanto pure una fine strategia ispirata dall'alto: infatti egli, nei suoi deliranti articoli, promuove, una per una, le pagine (già segnalate da noi alla magistratura) piene di infami contenuti del tartagliante Fioba (Massimo Della Schiava), di Orsovolante (Fulvio Turvani), di Armando De Para (Andrea Rampado, mentore del disinformatore camuffato, Tom Bosco, direttore di Nexus e di Puntozero), genxha (Matteo Boglione) etc., dipingendoli come vittime indifese dei nostri fantomatici crimini. Non solo! A dargli manforte, arriva, udite udite... Axlman in persona, famigerato negazionista che interviene solo nelle situazioni critiche o se deve redarguire i suoi subordinati. Una coincidenza? Non si direbbe.

Per tornare quindi alla domanda: "Chi è Max Bernabovi?", possiamo rispondere, in assoluta tranquillità, che si tratta di un altro dei già numerosi soggetti al soldo dello Stato. E' un individuo goffo e stralunato che ha un incarico preciso: favorire l'implosione del movimento contro le attività di aerosol clandestine dal suo interno, istigando alla discordia e generando caos. Ovviamente è un vano tentativo il suo, ma è bene che si conosca chi si arrabatta sulla Rete per tentare di arginare la marea della vera informazione. Certamente viene da ridere, quando si constata che il sistema è costretto a reclutare personaggi scalcinati e svitati come il povero Max. Basta, infatti, guardarlo in faccia per capire che ha qualche rotella fuori posto. Non ci stupiamo più di tanto, però, considerando i figuri al "potere" che non sono certo meno sconvolti.


Una nota a margine:

Che cosa dire dello spregevole axlman? Possiamo solo augurargli la fine di Berlusconi e del suo governo commissariato. I tempi sono maturi.

Articolo correlato: C. Penna, Lo pseudo-attivista contro le scie chimiche Max Bernabovi sale sul carro dei disinformatori, 2011



Tratto dall'ottimo blog Tanker Enemy
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