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domenica 21 luglio 2013

ART.11 COSTITUZIONE ITALIANA: NO F35

I COMITATI GENOVESI DICONO NO AGLI F 35

            

Pubblicato in data 21/lug/2013Il 17 luglio 2013 sono stati donati simbolicamente pezzi di aerei F35 agli ospedali genovesi Gaslini e San Martino, all'IST ed alle facoltà scientifiche dell'università, ai centri antiviolenza di salita Mascherone, all'ambulatorio internazionale Città aperta, alla comunità di San Benedetto ed altre associazioni di volontariato e solidarietà, ad Emergency alla consulta per l'handicap e al teatro Carlo Felice.

Foto di Castello Enzo (Tutti i diritti riservati)

Ge-Piazza De Ferrari,manifestazione contro gli F.35 davanti al Palazzo Ducale.
Foto di Castello Enzo (Tutti i diritti riservati)



lunedì 15 luglio 2013

L' INFERNO E' DIETRO L'ANGOLO. BENVENUTI

     guerra 7
Quando ci sveglieremo potrebbe essere tardi: saremo prigionieri di un incubo. All’inizio sembrerà un’operazione militare come tante altre, un semplice raid aereo punitivo  sulla Siria e sull'Iran ribelle. Sarà invece l’inizio della Terza Guerra Mondiale. Non ci credete? Meglio dare un’occhiata, allora, all’ultimo sconvolgente studio prodotto dall’istituto canadese “Global Research” diretto da Michel Chossudovsky, professore emerito di economia all’università di Ottawa, autore di saggi come “La globalizzazione della povertà e il nuovo ordine mondiale”. L’umanità è a un bivio pericoloso, avverte Choussudovsky: dall’atomica di Hiroshima, mai s’era visto un simile dispiegamento mondiale di armi pronte all’uso.
Uno scenario da fine del mondo: prima mossa, l’Iran. Poi, le reazioni a catena e i veri obiettivi: fermare laCina neutralizzando la Russia. Il capitalismo imperiale, in crisi, pensa di non avere più altri mezzi per garantirsi l’accesso privilegiato alle risorse vitali: acqua, petrolio e gas naturale. Se fallisse la politica non resterebbe che la guerra, il conflitto totale su scala mondiale. E anche se nessuno se n’è accorto, avvertono gli osservatori canadesi, l’opzione militare è «in stato di avanzata preparazione». Sistemi di armi hi-tech, tra cui testate nucleari, sono già completamente schierati: gli “obiettivi” sono pressoché accerchiati. «Questa avventura militare», spiega Choussudovsky, «è sul tavolo da disegno del Pentagono» addirittura dal 1990. «Prima l’Iraq, poi l’Iran», stando a un documento del comando centrale Usa del 1995.
L’escalation è già parte dell’agenda militare: mentre l’Iran è il prossimo obiettivo, insieme con Siria e Libano, il nuovo dispiegamento militare strategico minaccia anche Corea del Nord, Cina e Russia. Segnali inequivocabili: a giugno, l’Egitto ha autorizzato il transito di navi da guerra israeliane e statunitensi nel canale di Suez (evidente “segnale” rivolto a Teheran), mentre l’Arabia Saudita ha concesso a Israele il diritto di sorvolo e, nel Mar della Cina, le manovre congiunte con la Corea del Sud hanno irritato Pechino. «Gli Stati Uniti ed i loro alleati stanno “battendo i tamburi di guerra” – scrive Choussudovsky – al culmine di una depressione economica in tutto il mondo», per non parlare della più grave catastrofe ambientale nella storia, il collasso della piattaforma Bp nel Golfo del Messico.
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