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giovedì 10 novembre 2011

Scie Chimiche: lo stato delle cose

7/11/11
Intervista di Massimo Mazzucco sulle scie chimiche a Radio Ies -

http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3874



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Negli ultimi anni avevo abbandonato la ricerca sulle scie chimiche, un pò perchè impegnato nella realizzazione dei vari documentari (cancro, marijuana, ecc..), un pò perchè avevo la sensazione che il muro di gomma contro cui ci si andava a scontrare, per cercare di capire il fenomeno delle scie chimiche, fosse comunque imperforabile.

In altre parole mi ero detto: le scie chimiche ci sono, probabilmente ci buttano dentro di tutto, ma nessuno ci dirà mai con chiarezza a cosa servono.

Negli ultimi giorni però, coinvolto anche da Gramiccioli che continuava a stuzzicarmi [1], sono tornato a fare ricerca sull’argomento: ho fatto una specie di “total immersion”, necessariamente breve e incompleta, ma comunque già sconvolgente: mentre posso confermare la assoluta impenetrabilità del muro di gomma di cui parlavo, mi sembra di capire che ormai la faccenda della cosiddetta “modificazione climatica”, con tutti gli annessi e connessi, sia diventata lo scacchiere su cui si gioca la vera partita del potere a livello globale.

Roba da far rimpiangere l’antica “paura atomica” della Guerra Fredda, tanto per capirci.

Cerchiamo di andare per ordine. Innanzitutto, diciamo che sul fatto che le “scie chimiche” esistano nessuno oggi può avere dei dubbi. L’antico dibattito “contrail vs. chemtrail” è superato da anni, ...

... persino un bambino riesce ormai a capire la differenza fra le due cose, e soltanto gli “attivissimi debunkers” di marca cicappina continuano imperterriti a fingere che il fenomeno non esista. (A questo punto, non riesco nemmeno a capire a chi le raccontino queste cose, se non a sè stessi).

Il termine “cloud seeding” (inseminazione delle nuvole) ormai fa parte del linguaggio mainstream, la loro esistenza è confermata da diversi documenti ufficiali, e ci sono dozzine di documentari istituzionali [2] che ne raccontano la storia, ne descrivono le origini e ne giustificano l’esistenza, ovviamente, “per scopi pacifici di interesse collettivo”.

Il vero problema quindi non sta più in quello che ci dicono, ma in quello che nel frattempo ci viene probabilmente nascosto, proprio grazie a questa ammissione.

Ricordiamo infatti che la classica strategia per nascondere un fatto importante è la seguente: finchè si riesce a farlo, lo si nega fingendo che non esista del tutto, e quando le prove della sua esistenza diventano troppo ingombranti, si trova una spiegazione innocua per giustificarlo. A quel punto la gente si tranquillizza, dimenticandosi invece di porsi la domanda più importante: “Ma scusate, se lo scopo è totalmente innocuo, perchè prima negavano il fenomeno?”

Ed è qui che la ricerca sulle scie chimiche si apre rapidamente a ventaglio, mente si configurano molteplici strati di possibili verità e di probabili bugie, che diventano sempre più difficili da districare.

Bisogna ricordare innanzitutto che l’idea di utilizzare gli aerei per lanciare qualche cosa sulla testa della gente è antica quanto l’aviazione stessa. In nostro Gabriele d’Annunzio ne fece buon uso, nel 1915, lanciando sul cielo di Trieste migliaia di volantini con un messaggio irredentista. Ne fecero invece un uso meno edificante i gerarchi fascisti durante la “campagna d’Africa”, quando utilizzarono gli aerei per decimare dall’alto interi villaggi abissini con bombe di gas all’iprite.

Ma anche in tempo di pace le maggiori potenze occidentali non si sono mai poste grossi problemi nello sperimentare – spesso sulla propria popolazione – gli effetti di un eventuale attacco batteriologico. Subìto o portato contro altri, ovviamente.

Basti per tutti l’esempio degli inglesi che – per loro stessa ammissione - negli anni ‘60 “coinvolsero milioni di persone in esperimenti di guerra batteriologica, in cui buona parte dell’Inghilterra fu esposta a batteri disseminati in test segreti”. Tanto, sanno benissimo che è impossibile dimostrare come la eventuale morte di tuo marito, di tua sorella di tua madre sia stata veramene causata da quei batteri.

E per quanto certi problemi sembrino ripetersi oggi con modalità molto simili, pare che l’attuale realtà delle scie chimiche sia nata per motivi molto diversi.

Secondo A.C. Griffith, [3]il noto “whistleblower” delle moderne scie chimiche, il progetto nacque sotto l’amministrazione Reagan (1980-88), e fu una operazione congiunta CIA-militari. Stiamo parlando – dice Griffith – di black-ops del massimo livello, cioè di quelle operazioni che sfuggono al controllo e alla conoscenza stessa del governo americano.

Le prime operazioni di aerosol vennero condotte da aerei della CIA, che volavano a quote relativamente basse (ca. 3.000 mt), e disperdevano nell’aria una miscela di sali di bario. Lo scopo sarebbe stato di rendere l’atmosfera più conduttiva, per facilitare le scansioni di un nuovo tipo di radar militare (di cui parleremo più dettagliatamente in seguito).

Dopo i primi esperimenti – si presume positivi - si decise di passare all’applicazione su larga scala, e divenne quindi necessario utilizzare gli stessi voli commerciali, sia per approfittare della loro già familiare presenza nel cielo, sia per nascondere dietro a questa presenza i veri motivi delle irrorazioni. Ecco da dove nacque la famosa spiegazione “sono solo scie di condensa”, che continua ancora oggi a rassicurare i più tonti e creduloni.

Il progetto che avrebbe coinvolto gli aerei commerciali si chiamava Cloverleaf, e fu classificato ai livelli di massima segretezza militare. Questo significa che le operazioni erano tutte altamente compartimentate, e che le informazioni venivano condivise solo in base al principio del “need to know” [4].

Una conferma della segretezza e dell’importanza del progetto Cloverleaf sta nella lettera ricevuta nell’anno 2000 da Clifford Carnicom (uno dei maggiori ricercatori sulle schie chimiche) da parte di un manager di una compagnia aerea americana, che per ovvii motivi volle restare anonimo.

Nella lettera questo manager non solo confermava i sospetti già espressi, in modo altrettanto anonimo, da un meccanico della sua compagnia, che aveva osservato l’installazione dei diffusori di aerosol sugli aerei commerciali, ma rivelava che i pochissimi dirigenti delle aerolinee che erano stati messi al corrente del progetto Cloverleaf erano stati assoggettati al segreto militare, con il rischio di finire in prigione se ne avessero parlato con chiunque. Il progetto Cloverleaf – spiega il manager nella lettera – prevedeva che il governo pagasse le compagnie aeree per compiere le operazioni di aerosol, e quando i dirigenti delle aerolinee chiesero a cosa servissero queste operazioni, gli fu risposto che erano informazioni secretate, della massima importanza, ma che si trattava comunque di composti assolutamente innocui per la popolazione.

Da quel giorno in poi – spiega Griffith – nessuno sarebbe più stato in grado di sapere cosa veniva messo davvero nei serbatoi degli aerei destinati alle irrorazioni, a partire dai piloti stessi.

Contemporaneamente, ai parlamentari di Washington e ai governatori dei vari stati veniva consigliato di non impicciarsi in questa faccenda, mentre la stessa cosa veniva detta senza mezzi termini alla EPA (l’agenzia federale per la protezione dell’ambiente).

Ecco spiegate le ragioni per quel famoso “muro di gomma” contro il quale sono andati a sbattere sistematicamente tutti coloro che hanno provato a chiedere chiarimenti sulle scie chimiche a qualunque ente governativo.

Nel suo documentario “Aerosol Crimes”, Carnicom mostra diversi esempi di lettere mandate alla EPA, con tanto di prelievi chimici sospetti, e relativa richiesta di analisi, nei quali la EPA ha semplicemente risposto di “non essere al corrente di programmi governativi di irrorazione aerea”.

Cioè, io ti mando un barattolo pieno di schifezze cadute dal cielo, e tu – ente preposto alla protezione ambientale - mi rispondi che non le vuoi analizzare perchè “non ti risulta che ci sia qualcuno che le ha fatte cadere”? (Sarebbe come presentarsi dalla polizia con tre pallottole nello stomaco, chiedendo di arrestare chi ti ha sparato, per sentirsi rispondere che “non ci risulta che ci sia gente che usi armi da fuoco”).

E’ proprio di fronte a questi paradossi che si riesce ad intuire quale possa essere il livello di segretezza imposto al progetto di aerosol da parte di CIA e Pentagono.

A questo punto diventa anche più facile capire come, una volta estese le operazioni di aerosol ad altre nazioni nel mondo – compreso purtroppo la nostra - anche i rispettivi governi, che agiscono quasi sempre in condizioni di sudditanza verso gli Stati Uniti, si siano trovati nello stesso imbarazzo nel dover negare un fenomeno che appare evidente ormai a chiunque.

E’ perfettamente inutile chiedere ai nostri “rappresentanti eletti” di fare interrogazioni parlamentari sulle scie chimiche, quando probabilmente gli stessi ministri della difesa a cui dovrebbero rivolgersi non sanno nemmeno bene cosa siamo obbligati a disseminare nel cielo, per conto dei nostri padroni americani.

Se il criterio principale rimane il “need to know” – come è presumibile - di certo i nostri governanti-burattini non debbono saperne nulla. Anzi, meno sanno e meglio è, vista la ben nota propensione dei nostri politicanti a spifferare i segreti altrui.

Ma torniamo ai veri motivi che avrebbero fatto nascere il moderno progetto delle scie chimiche, sempre secondo le rivelazioni di Griffith.

FINE PRIMA PARTE

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SECONDA PARTE

Il progetto VTRPE


Nei primi anni ’90 il Pentagono mise in cantiere un progetto chiamato VTRPE (Variable Terrain Radio Parabolic Equation), che era un sotto-programma del sistema RFMP (Radio Frequency Mission Planner) utilizzato dalla US Navy (che comprende anche l’aviazione militare). Si tratta in pratica di un sistema computerizzato che permette agli operatori di visualizzare un qualunque terreno di battaglia in 3 dimensioni. “Una volta – dice Griffith – per fare la guerra si mandavano al fronte dei soldati e gli si diceva di uccidere più nemici possibile. Oggi le guerre si fanno col computer, da casa propria, uccidendo persone e distruggendo strutture che stanno a decine di migliaia di chilometri di distanza”.

Griffith conferma che il sistema VTRPE è stato utilizzato nella recente guerra in Iraq, e continua ad essere utilizzato oggi in Afghanistan.

Inizialmente il VTRPE, che funziona sulle frequenze radar, venne collaudato con successo in mare aperto, ma una volta passati ai test sulla terraferma iniziarono a presentarsi dei problemi. La precisione del sistema infatti dipendeva fortemente dal livello di conduttività dell’aria, il quale a sua volta è influenzato da diverse variabili come umidità, temperatura e pressione atmosferica.

Nel documento intitolato “An Atmospheric Sensitivity and Validation Study of the Variable Terrain Radio Parabolic Equation Model (VTRPE)”, pubblicato dal Pentagono nel 1997, leggiamo: “Il modello computerizzato VTRPE è un potente e flessibile programma che elabora calcoli sulle condizioni di propagazione delle onde radar nell’atmosfera. Il limite del sistema sta però nella precisione e nel livello di risoluzione dei dati in entrata. Questa ricerca valuta la sensibilità del sistema VTRPE rispetto ai parametri atmosferici che vengono immessi.”

In sintesi, diceva il documento, gli esperimenti effettuati rivelavano che il margine di errore nella corretta visualizzazione del terreno aumentava con l’aumentare dell’umidità.

Nacque così l’idea di provare ad irrorare il cielo con miscele di sali di bario e di alluminio. In ambedue i casi infatti il sale aumenta la capacità igroscopica dell’atmosfera (cioè “asciuga” letteralmente l’aria umida), mentre il particolato di metallo la rende più conduttiva.

E così, mentre i militari erano tutti felici di vedere bene il loro “terreno di battaglia”, la gente cominciava a risentire sulla propria salute delle conseguenze di questi esperimenti.

Uno dei primi casi storici fu quello della cittadina di Espanola, in Canada, e risale al 1999. Dopo che gli abitanti locali ebbero osservato strane operazioni sui cieli della loro città, una cinquantina di loro accusarono improvvisamente gravi disturbi di tipo respiratorio. Nel suo documentario “Chemtrails: Mystery Lines In The Sky”, il giornalista canadese Will Thomas mostra come le analisi condotte sui prelievi fatti ad Espaniola rilevassero la presenza di particelle di alluminio di 5 volte superiore al limite di sicurezza stabilito dagli enti sanitari.

550 cittadini di Espanola firmarono una petizione governativa[5] per richiedere lo stop immediato delle operazioni di aerosol, ma il governo canadese rispose laconicamente: “Non siamo stati noi”.


Volendo, le dimensioni del problema, e la sua stessa origine, si potevano dedurre già da allora.

Ma ormai il giocattolo era fuori dalla scatola, funzionava egregiamente, e da quel giorno nessuno avrebbe più potuto toglierlo dalle mani dei militari e dei loro compagni di merenda della chimica industriale.

Nemmeno Eisenhower, quando mise in guardia il mondo dai potenziali pericoli del “complesso militare-industriale”, avrebbe potuto immaginare uno sviluppo così malefico e devastante di questa diabolica alleanza.

ENTRA IN SCENA LA DARPA

Uno dei primi a fare il collegamento fu il ricercatore Clifford Carnicom, che nel settembre 2000 scriveva: “Sembra che i composti trovati nelle irrorazioni aeree siano a base di sali di bario. Diversi tipi di fibre di polimeri vengono anche osservate nei campioni prelevati dalle zone irrorate. La ricerca e lo sviluppo sulle fibre di polimeri elettro-attive risultano anche nella documentazione della DARPA”.

La DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) sarebbe il “laboratorio sperimentale” del Pentagono, ed ha ovviamente collegamenti diretti – spesso segreti – con tutte le più grosse società americane che producono armamenti ed altri servizi di tipo bellico.

L’agenzia federale DARPA fu creata nel 1958, dopo lo “spavento” provato dagli americani nel vedersi sorvolare impunemente il cielo dallo Sputnik sovietico. Lo scopo originale della DARPA, puramente difensivo, era di “prevenire altre sorprese tecnologiche di tipo militare come quella dello Sputnik”. Ma come sappiamo, quando ci sono di mezzo i militari, dal “prevenire” al “proporre” il passo è molto breve.

Se infatti date un’occhiata al sito attuale della DARPA, vedrete che lo slogan è diventato “Creare e prevedere sorprese strategiche”, dove il “creare” precede addirittura il “prevedere”.

Con finanziamenti praticamente illimitati, con la direttiva di “esplorare tecnologie innovative e imprevedibili”, con la garanzia che “anche i fallimenti qui sono considerati come un passo avanti”, e con restrizioni minime al momento di “reclutare” i loro ricercatori, entro la fine degli anni ’80 la DARPA era diventata un vero e proprio calderone di “scienziati pazzi” che sfornavano in continuazione progetti bellici di ogni tipo, dai più ridicoli ed inutili ai più ambiziosi e terrificanti.

Solo per citarne alcuni ricordiamo il progetto di un “trasportatore umano di carichi”, una specie di robot antropomorfico in grado di marciare accanto ai soldati per lunghe ore, trasportando fino a 200 Kg. di carico, realizzato dalla Lockeed-Martin. (Evidentemente qualche rimasuglio di razzismo deve aver influenzato la mente di chi ha pensato di inventare lo “schiavo meccanico” per farsi portare la valigia). Oppure il progetto per i sottomarini senza uomini a bordo, le armi a raggio laser per abbattere gli aerei nemici, un mezzo corazzato in grado di viaggiare sul terreno ma anche di volare per brevi tratti, dozzine di progetti di strategia militare computerizzata di ogni tipo, portata e dimensione.

Oppure – e qui scatta la congiunzione più terrificante – lo sviluppo di armi per la guerra batteriologica.

ARMI BIOLOGICHE

Non sarà un caso che a partire dal 1998 Carnicom ha cominciato a raccogliere, analizzare e catalogare i prelievi di strani composti chimici che gli giungevano dalle località in cui si erano verificate attività anomale di irrorazione dei cieli. Sul suo sito si possono trovare immagini di strani filamenti, composti gelatinosi, composti fibrosi , batuffoli misteriosi, poltiglie appiccicose, insomma, di tutto e di più.

Nello stesso anno in Inghilterra si verificava una improvvisa impennata per le morti da “influenza”, che mieteva oltre 8.000 vittime in 3 settimane, soprattutto fra gli anziani. Le autorità inglesi dovettero ricorrere ai camioncini da trasporto refrigerati (quelli che distribuiscono i surgelati), per conservare i cadaveri in attesa del rito funebre, perchè le morgues dei vari ospedali erano piene fino al limite.

Nell’inverno del ’99 il problema si ripeteva. Di fronte al nuovo picco di mortalità “per influenza”, nel gennaio 2000 il Telegraph scriveva: “In una macabra ripetizione delle scene verificatesi davanti agli ospedali l’anno scorso, il Servizio Nazionale di Sanità ha dovuto nuovamente ricorrere ai furgoni refrigerati come morgues provvisorie”.

Il documentarista Paul Grignon pubblicava un video, intitolato “Eye Witness”, nel quale mostrava di aver filmato delle scie chimiche proprio sul cielo di Londra, nel settembre del ’99, senza nemmeno accorgersene. (Solo dopo aver sentito parlare di scie chimiche aveva iniziato a guardare il cielo in modo diverso, e nel rivedere i propri filmati si era accorto della loro presenza).

Questo episodio aiuta anche a capire perchè all’inizio molta gente restasse indifferente di fronte alle prime denunce contro le scie chimiche che iniziavano ad apparire internet: per chi getta un’occhiata veloce in cielo tutto appare normale, anche se sta osservando una scia persistente e non una normale scia di condensa.

Nel 2000 cominciarono ad arrivare indicazioni che gli esperimenti di irrorazione si stavano espandendo rapidamente in tutto il mondo. Nel 2000 i giornali del Sud Africa segnalarono la caduta dal cielo di strani materiali simili a fili di cotone appiccicosi – altri li comparavano a “tele di ragno” - che avevano coperto il terreno e la vegetazione della cittadina di Karoo, dopo il ripetuto passaggio di aerei su quella zona.

Nel 2001 Will Thomas denunciava il primo articolo sui mainstream media, pubblicato da USA-Today, che “bollava” ufficialmente chi denunciava il fenomeno delle scie chimiche come “complottista”.

Il grande cover-up era iniziato.

Nel frattempo Carnicom, nelle sue analisi al microscopio, cominciava anche a trovare tracce di globuli rossi e globuli bianchi, e di altri composti di tipo biologico.

Già nel 1994 si era verificato un caso di sospetto inquinamento biologico: durante il mese di agosto gli abitanti di Oakville, nello stato di Washington (vicino al Canada, sul Pacifico), videro cadere dal cielo una strana materia appiccicosa, che si depositò dappertutto, e rimase visibile anche dopo che la pioggia era finita. Diversi cittadini che erano entrati in contatto con questo strano composto accusarono disturbi di vario tipo, dai giramenti di testa ad infezioni improvvise, dalla fatica di respirare a violenti conati di vomito. Questa strana materia appiccicosa, che fu soprannominata dai giornali locali ”the blob”, cadde sulla cittadina di Oakville per ben sei volte nell’arco di tre settimane. Una volta analizzata in laboratorio, rivelò di contenere cellule di tipo animale, ed in particolare globuli bianchi. Obbligati a spiegare la presenza fra le nuvole di composti organici, le autorità locali spiegarono che: “I militari hanno fatto delle esercitazioni al largo della costa, e probabilmente hanno bombardato dei grandi branchi di meduse, facendone volare i frammenti organici fino alle alte quote. Il vento poi avrebbe fatto il resto”. (Siccome il fenomeno si ripetè per sei volte, nell’arco di tre settimane, vuol dire che avevano inventato la medusa antigravitazionale). Insomma, di fronte a questa pagliacciata la spiegazione di Shanksville sembra addirittura un trattato scientifico.

Il filone di tipo biologico-batteriologico sembra costituire un discorso a sè stante, all’interno della vicenda delle scie chimiche, che rappresenta l’aspetto più pericoloso e potenzialmente devastante, in quanto ci riguarda tutti molto da vicino.

FINE SECONDA PARTE

Massimo Mazzucco

I commenti alla seconda parte dell'articolo iniziano qui

mercoledì 9 novembre 2011

Alcamo, convegno 6 novembre 2011 intervento Gabriele Lombardo parte1-2.avi

Intervento del relatore Gabriele Lombardo al 4° convengno alcamede di ufologia
Argomento: La Guerra segreta - Titolo Convegno: Ufologia e Fenomeni Connessi (allargare gli orizzonti)


Parte 1


Parte 2

martedì 8 novembre 2011

20.000 ANTENNE IN ARRIVO

IL "LORO" DIABOLICO PROGETTO DEPOPULATION VA AVANTI A PIENO RITMO...!
SE NON SAPREMO RIBELLARCI A QUESTE INFAMITA',..TRA QUALCHE TEMPO AVREMO TUTTI IL CERVELLO FRITTO...!!




Fonte: http://www.repubblica.it/cronaca/2011/11/08/news/elettrosmog_aumento-24625784/

IL CASO

Elettrosmog, il governo alza i limiti
"Ventimila antenne in arrivo nelle città"

Blitz del governo nel decreto sviluppo dello scorso ottobre. Ora la popolazione sarà esposta a emissioni di gran lunga superiori nelle ore diurne. La denuncia in due documenti firmati da Arpa e Ispra di GIULIANO FOSCHINI

ROMA - In Italia tra qualche mese si potrà navigare sempre più veloce con i telefonini. Ma potrebbe essere più facile ammalarsi di cancro. A denunciarlo sono i presidenti di tutte le Arpa (Agenzie regionali per l'ambiente) e l'Ispra (l'Istituto superiore per la ricerca ambientale) con due documenti durissimi recapitati nei giorni scorsi al governo Berlusconi. Nel decreto sviluppo dell'ottobre scorso l'esecutivo ha modificato la legge sull'elettromagnetismo, arrivando a innalzare fino al 70 per cento gli attuali limiti per gli impianti di telefonia mobile.

Con la nuova normativa i valori di attenzione (in Italia il limite è di 6 volt per metro) sono da considerare soltanto all'interno degli edifici. "In questa maniera - spiega Giorgio Assennato, presidente dell'Assoarpa, l'associazione delle Arpa italiane - se ne esclude l'applicabilità su tutte le aree di pertinenza esterne delle abitazioni, come i balconi, terrazzi, giardini e cortili". Questo può comportare un'invasione di antenne, tanto che gli esperti ritengono che nel giro di due anni verranno montati dai 15mila ai 20mila nuovi impianti.

La nuova norma cambia anche gli obiettivi di qualità: verrà valutata una media statistica giornaliera mentre ieri si prendevano a campione i sei minuti a massima potenza. "Poiché di notte la potenza è notevolmente ridotta - dice Assennato - la nuova disposizione permette che la popolazione nelle ore diurne possa essere esposta a valori di campo di gran lunga superiori
a quelli dell'attuale normativa". Secondo una simulazione compiuta dalle stesse Arpa, i valori saranno aumentati del 30 per cento per gli impianti radio-tv e del 70 per gli impianti di telefonia mobile.

Ma perché questa variazione? I tecnici hanno fatto notare come in Italia esistano i limiti più rigidi d'Europa (6 volt per metro concessi contro una media Ue di 40). All'orizzonte c'è soprattutto la necessità da parte delle compagnie telefoniche di adeguarsi alla tecnologia 4G, con l'installazione delle nuove antenne Lte (Long term evolution). Tim, Vodafone e Wind hanno già investito 1,5 miliardi a testa sul nuovo network e secondo alcuni con la vecchia legislazione avrebbero avuto troppi problemi. "Ci troviamo però di fronte a una svendita della salute agli operatori di telefonia mobile" denunciano le associazioni ambientaliste.

Non sono i soli. A esprimere un parere fortemente contrario al provvedimento, prima della sua approvazione, è stata anche l'Ispra che con una nota a firma dell'ingegner Salvatore Curcuruto parla di "un deciso passo indietro rispetto a quanto stabilito dalla vecchia legge che contribuirebbe ad alimentare il clima di sfiducia dei cittadini nei riguardi delle istituzioni. Il decreto rischierebbe, infatti, di riportare il paese indietro di dieci anni, in una situazione di conflitti sociali che allo stato attuale delle cose sembrava ampiamente superata grazie all'attività di controllo, informazione al cittadino e trasparenza dell'azione amministrativa".

L'Ispra fa riferimento anche al rischio cancro. "Lo Iarc (International agency for research on cancer) - scrive l'istituto al governo - ha reso noto di aver classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come 'possibilmente cancerogeni per l'uomo'".

Ma soprattutto lo stesso istituto ritiene che non ci fosse bisogno di cambiare la legge per adeguarsi alle nuove tecnologie. "La motivazione alla base della proposta di modifica delle norme vigenti - precisano i tecnici - e cioè la necessità di agevolare la realizzazione dei sistemi di quarta generazione (Lte) non ha fondamento perché allo stato attuale in Italia le situazioni che potrebbero presentare eventuali criticità di installazione sono numericamente estremamente contenute e non esprime il reale obiettivo dei gestori". Forse.
(08 novembre 2011)

SCIE CHIMICHE SECONDA TELEFONATA AL N.O.E.

CARI AMICI,QUESTO E' L'ESEMPIO LAMPANTE, DI COME I CITTADINI VENGONO TRATTATI,QUANDO TENTANO DI CHIEDERE CHIARIMENTI PER TELEFONO, ALLE "AUTORITA' COMPETENTI"...RIGUARDO AEREI CHE VOLANO A BASSA QUOTA, RILASCIANDO LE ORMAI RICONOSCIBILISSIME SCIE CHIMICHE..!
PS:CREDO DI INTERPRETARE IN QUESTO MODO IL LORO "PUERILE COMPORTAMENTO"..!!
GLI "ORDINI" SONO "ORDINI" E NON SI DISCUTONO..!

lunedì 7 novembre 2011

7-11-2011 A TRE GIORNI DALL'ALLUVIONE SI CONTINUA AD IRRORARE FORSENATTAMENTE

NEI PRESSI DI VIA FEREGGIANO

IL TORRENTE POLCEVERA NEI PRESSI DI GE-BOLZANETO

UN SOTTOPASSO

NEI PRESSI DI P.ZZA DELLA VITTORIA


ANNO 1970 SCENA INCREDIBILE ..NEI PRESSI DELLA STAZIONE DI GE-BRIGNOLE.

ANNO 2011 STESSA PIAZZA STESSA INCREDIBILE SCENA.

ANCHE OGGI INIZIAMO MOLTO BENE...PER TUTTO IL GIORNO,FINO A SERA... SARA' UN VIA VAI DI RAID CHIMICI ALLUCINANTI COME VE LO POTRANNO TESTIMONIARE LE FOTO CHE SEGUONO..





















SCIE CHIMICHE SU GENOVA.?

CARI AMICI,OGGI 6-11-CM MI SENTO DI DEDICARE UN'ENORME PLAUSO A DECIBEL IL GIORNALE SCRITTO DAI LETTORI GENOVESI.!
OSEREI DIRE,PIONIERE IN CAMPO,IL QUALE DA' "SPAZIO" APPUNTO AD UN LETTORE E PUBBLICA LA LETTERA DA LUI STESSO SCRITTA.
...SVEGLIATEVI CI STANNO FACENDO A PEZZI..!
QUELLO CHE E' ACCADUTO A GENOVA E STA' ACCADENDO IN TUTT' ITALIA IN QST GIORNI,NON E' DOVUTO A CAUSE NATURALI,MA AD "ESPERIMENTI" DI MANIPOLAZIONE CLIMATICA,DA PARTE DI MENTI FOLLI E SCELLERATE CHE HANNO DECISO DI DESTABILIZZARE NON SOLO IL NS PAESE MA INTERE NAZIONI EUROPEE E MOMDIALI.!
LEGGETE QUANTO SEGUE:
                                                                                             17 è IL NR.DI PAG.
                                                         
                                                          

sabato 5 novembre 2011

RIO FEREGGIANO, UN CORSO D'ACQUA CONTRO NATURA.

4-11-2011 ALLUVIONE A GENOVA
Questa volta la "MARTA" non ha nessuna responsabilità................................per il rio FEREGGIANO e per lo STURLA, ricade su altri due !!!!!


Non è possibile! - La guerra del clima (History Channel) - Tanker Enemy Canale Video

Non è possibile! - La guerra del clima (History Channel) - Tanker Enemy Canale Video

ALLUVIONE A GENOVA

BOLLETTINO METEOROLOGICO DI ROSARIO MARCIANO'

Fonte:http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3873


Scie chimiche : Alluvione a Genova: c'era chi l'aveva prevista
Inviato da Redazione il 4/11/2011 20:00:00 (1968 letture)

Pensate se per magia nei giorni scorsi il pubblico italiano avesse avuto a disposizione un “bollettino meteorologico” di questo tipo:

“Venerdì, 4 novembre 2011: Nubi in progressivo aumento sulle Tirreniche ad iniziare dalla Toscana, con piogge sparse in intensificazione sui settori appenninici ed in locale estensione serale a Lazio e nord Sardegna. Nuvolosità igroscopica indotta, (scie chimiche persistenti), invece, in aumento sulle Adriatiche. Ciò impedirà alla perturbazione di spostarsi verso est e prolungherà i fenomeni piovosi su Liguria di Levante e sulla Toscana. Rischio di fenomeni violenti.

Che dite, forse qualcuno a Genova avrebbe potuto prevedere un improvviso straripamento del fiume nei viali cittadini? E magari, combinando questo “bollettino meteorologico” alle già note condizioni del territorio, avrebbe potuto mettere in allerta la popolazione locale, tenere le scuole chiuse per precauzione, limitare il traffico al minimo indispensabile, e predisporre nel frattempo gli adeguati mezzi di soccorso?

Non lo sappiamo, e di sicuro non potremo dirlo mai. La storia non è fatta con i “se”.

Una cosa però possiamo affermarla con certezza: il bollettino sopracitato esiste già, ed è stato pubblicato tre giorni prima dell’alluvione che ha travolto Genova e dintorni. Il problema è che non è stato pubblicato sui media nazionali, ma da un cittadino qualunque, noto per le sue ricerche sulle scie chimiche, di nome Rosario Marcianò. Ecco l'articolo.

La data di pubblicazione è 1 novembre 2011, e copre i quattro giorni seguenti. Come si intuisce dal tono generale delle sue “previsioni”, Marcianò sembra sposare con grande disinvoltura la classica interpretazione delle immagini satellitari ...

... alla consapevolezza del fenomeno di “irrorazione artificiale” dei nostri cieli, detto comunemente "scie chimiche". In altre parole Marcianò parte dal presupposto ormai consolidato – per molti più che una certezza – che le scie chimiche esistano e che vengano utilizzate regolarmente, e quindi cerca di integrare questo nuovo fenomeno nella lettura complessiva delle previsioni meteorologiche.

Naturalmente, si potrebbe suggerire che Marcianò sia stato “fortunato”, nello scrivere “rischio di fenomeni violenti sulla Liguria di Levante”, e che magari abbia imbroccato per puro caso.

E’ curioso però che sulla Liguria di Ponente si sia verificata solo una pioggerellina da nulla, e questo sembra suggerire che Marcianò abbia delle basi molto solide, per arrivare alle sue conclusioni, che vanno ben oltre la sfera di cristallo.

Inoltre, per il giorno 25 ottobre Marcianò aveva previsto: “Nord: Piogge al Nord su tutte le regioni, esclusa la Liguria di Ponente ed il basso Piemonte, grazie alla dispersione aerea di polimeri igroscopici.” E per il giorno 26: “Nord: Tempo molto instabile al Nord Est, con piogge di una certa intensità. Rischio di nubifragi e/o grandinate da cloud seeding.”

L’alluvione che ha travolto le 5 Terre è arrivata nella notte fra il 25 e il 26 ottobre.

Fino a qui, lo ripeto, la casualità potrebbe ancora spiegare il tutto. Le cose cambiano invece quando si prende in considerazione il nubifragio che si è rovesciato su Roma il 20 ottobre scorso. Nel video che trovate in questa pagina, Marcianò mostra un esperimento della NASA che produce una nuvola enorme di vapore, e suggerisce che la famosa “cella temporalesca” che ha causato il nubifragio di Roma sia nata proprio da una macchina del genere.



Inizialmente mi è sembrata un’ipotesi azzardata, o comunque poco supportata da elementi di riscontro, ma quando ho letto questo articolo del sito Meteoweb che si scagliava a testa bassa contro Marcianò, ho immediatamente cambiato idea. Ho infatti riconosciuto subito le tecniche più diffuse di marca cicappina, dalla derisione compassionevole (“citiamo gli autori del blog per dovere di cronaca, ma già solo il fatto di linkarli ci fa venire il mal di pancia”) alla presunzione più stucchevole (“Da studiosi di meteorologia e amanti della verità storica non possiamo rimanere indifferenti di fronte a tanta ignoranza”), e a quel punto ho capito che Marcianò doveva aver toccato un nervo scoperto.

La conferma l’ho avuta quando ho scovato la classica “esplicatio ad ignorantes” che i debunkers normalmente propinano ai lettori meno attenti: quella macchina, secondo l'articolo di Meteoweb, sarebbe “un esperimento della Nasa che può spostare acqua da un piccolo laghetto a un’area circostante a fini di irrigazione per contrastare la siccità”. Certo - mi sono detto - come no? E hanno pure trovato l’ottavo dei Sette Nani: si chiama “Eccolo”.

La macchina della NASA "che può spostare acqua da un piccolo laghetto”, cari "amanti della verità storica", si chiama J-2X, e serve in realtà – lo dice la NASA stessa - a collaudare i jet dei loro missili. Nel contempo però, aggiunge la NASA, questa macchina può “produrre vapore sufficiente da creare una nuova nuvola di pioggia nel cielo”. Ohibò, ma guarda che fatto curioso.

La cosa è testimoniata nel documentario stesso dal reporter della BBC, il quale descrive la formazione della nuvola, e dopo un pò si ritrova sotto un improvviso acquazzone, nel bel mezzo di una giornata di sole.


Ora confrontate le immagini della nuvola prodotta dalla macchina della NASA (sopra a sx) con le immagini satellitari del Mid-West americano (sotto a sx - guardatele anche nel video, in movimento, per vedere come certe “nuvole” sembrano nascere dal nulla), e confrontate queste ultime con l’immagine satellitare del nostro Mar Tirreno (sotto a dx), nel giorno del nubifragio su Roma:



Che dite, saranno tutte soltanto coincidenze?

Massimo Mazzucco

giovedì 3 novembre 2011

Aerotoxic syndrome

MANIPOLAZIONE CLIMATICA SEMPRE IN ATTO.

....NON C' E' STATA TREGUA NEANCHE OGGI FESTA DI TUTTI I SANTI..!





..I RAID KIMICI SI SONO SUSSEGUITI A RITMO SERRATO PER TUTTO IL GIORNO..!




QUESTO E' LO SPETTACOLO CHE CI HANNO OFFERTO PER FINIRE IN BELLEZZA LA GIORNATA,....MA TRANQUILLI CHE  DOMANI SI REPLICHERA'..!

TANKER KIMIKO IN PIENA ATTIVITA'





IN QUESTO SCATTO OSSERVIAMO IL CIELO TIPICAMENTE SATURO DI MERDACCIA CHIMICA,CHE I PIU' RICONOSCONO COME NUVOLOSO NATURALE E POSSIAMO ALTRESI' OSSERVARE LE EVIDENTI TRACCE (evidenziate con le <<< ) LASCIATE DAI TANKER KIMICI CHE,NONOSTANTE IL CIELO SIA GIA' RIDOTTO AD UNO "SCANDALO" CONTINUANO IMPERTERRITI CON I LORO RAID DISTRUTTIVI..!





IL CIELO, VIOLENTATO DALLA COPERTURA CHIMICA TOTALE, CON VISTOSA RICADUTA AL SUOLO SOTTO FORMA DI NEBBIOLINA.



martedì 1 novembre 2011

E-Mail al Nucleo Operativo Ecologico

Giorno 20 aprile 2009, giornata della telefonata al N.O.E.
Cari amici,queste sono le dissavventure di un'amica di Bologna che con coraggio ha denunciato gli "assassini" della natura!!
Se l'argomento vi preme...leggete con attenzione..
.non è una buffonata.
Un caro saluto

Doriano54



giovedì,04 giugno 2009
Come sono diventata un'attivista contro le scie chimiche...
(ovvero come sono stata schedata dalle forze del (dis)ordine

Il 25 maggio si presentano in casa i Carabinieri, dicendo di voler parlare con me... Risponde al citofono la sorellina, dicendo loro che non ci sono (mi trovavo a Torino per seguire un festival di danza contemporanea). Lasciano un avviso nella buchetta delle lettere, con scritto di presentarmi urgentemente nella loro sede.
Inizio quindi a ricevere una serie di telefonate da parte di mia madre che, celando a fatica la sua preoccupazione, mi chiede gentilmente di dirle che cosa ho combinato... le rispondo in sincerità che non ne ho la più pallida idea!
Ben presto però inizio a sospettare il motivo della visita, confermato dall'sms di mia madre che, recatasi il giorno seguente dai Carabinieri per estorcere delle informazioni, mi scrive appunto che si tratta di una E-Mail da me spedita ai Carabinieri del N.O.E. (Nucleo Operativo Ecologico) di Bologna. Bingo!

L'antefatto.
Dopo aver partecipato a conferenze, letto articoli, guardato video nonchè trasmissioni televisive e, soprattutto, dopo aver osservato ciò che avviene nei nostri cieli per circa un annetto, ritengo di avere un'idea abbastanza chiara circa le scie chimiche: al di là di tutte le possibili implicazioni (controllo climatico, controllo mentale, H.A.A.R.P. ecc. [1]), si tratta di un fenomeno reale e anomalo, sicuramente nocivo per la nostra salute, su cui gli organi competenti dovrebbero indagare fornendo delle risposte serie ai vari interrogativi posti sul tavolo della discussione. Decido quindi di dare il mio piccolo contributo alla causa inviando il giorno 20 aprile, giornata della telefonata al N.O.E. [2], una E-Mail al Nucleo Operativo Ecologico competente per il territorio della mia città. Di seguito la E-Mail.

Alla cortese attenzione dei Carabinieri del N.O.E. di Bologna.

Vorrei richiamare la Vostra attenzione sull'anomalo fenomeno che si può osservare nei nostri cieli ormai quasi quotidianamente: mi riferisco alla presenza di strane scie, rilasciate da aerei bianchi che girano sui nostri centri abitati senza targhe identificative, seguendo tracciati casuali e spesso intersecando le rotte fino a formare veri e propri reticoli.

Si tratta di scie che già soltanto a prima vista appaiono diverse da quelle normalmente rilasciate dagli aerei, ossia le scie di condensazione, formate da vapore acqueo e che svaniscono dopo pochi minuti (fenomeno abbastanza raro, che si verifica solo a certe condizioni di quota e di temperatura e a seconda dell'umidità presente nell'aria).

Le scie da me osservate sono invece molto lunghe, permangono per ore nel cielo e si allargano fino a creare uno strato di "nebbia" che oscura il sole.

Molti cittadini, allarmati dallo strano fenomeno, hanno già condotto esperimenti sul terreno e sull'acqua piovana in concomitanza con il passaggio di tali aerei: i risultati attestano la massiccia presenza di elementi chimici quali bario, alluminio ecc. ben al di sopra della media, cosa che risulta essere estremamente pericolosa per la salute dell'uomo (che inala queste sostanze sia attraverso la respirazione sia attraverso il cibo che ingerisce).
Sono molte le malattie associate a questo avvelenamento, tra le quali figura un morbo non ancora riconosciuto ufficialmente, il Morgellons.

Vorrei quindi denunciare lo stato attuale di scempio dei nostri cieli ed esprimere il mio timore per le conseguenze nocive che tali irrorazioni possono avere sulla salute dell'uomo e degli esseri viventi in generale.

Sperando in un Vostro intervento e nella Vostra richiesta di un chiarimento da parte delle istituzioni (che in più occasioni hanno ignorato la lunga serie di interrogazioni parlamentari o hanno fornito soltanto risposte evasive), Vi ringrazio per la cortese attenzione.

Cordiali saluti.

(firma)

Il colloquio.
Tornata dalla trasferta torinese, mi reco nella sede dei Carabinieri accompagnata da mia madre (che nel frattempo, dopo aver capito che si tratta di "questioni ecologiche", sembra essersi tranquillizzata. Dal canto mio, sapendo che non solo di questioni ecologiche si tratta, continuo a ripetermi come un mantra che "non ho fatto niente di male", "non ho fatto niente di male", "non ho fatto niente di male"...). In realtà la curiosità vince di gran lunga il timore: non vedo l'ora di rapportarmi con questa istituzione per sapere che cosa hanno da dirmi e per vedere in che modo si esporranno circa un fenomeno così dibattuto. Mi riprometto di essere pronta a tutto, di mantenere la calma e di affermare solo ciò che io stessa in prima persona posso dimostrare.
La fortezza videosorvegliata ci accoglie con un Carabiniere sulla cinquantina, molto serioso e taciturno, che dopo aver letto l'avviso che mi diceva di presentarmi da loro, ci fa accomodare nel suo triste ufficio in penombra. Noto subito dei monitor con le riprese della strada che circonda l'edificio. Passano una serie di minuti interminabili in cui tale signore legge più e più volte un fascicolo che ha tra le mani, in cui noto un foglio con l'intestazione Wind (mi stanno già controllando il cellulare?) mentre mia madre sbuffa per il caldo e si slaccia la cerniera della maglia (o era una tattica?!?) e io non posso fare a meno di pensare al romanzo "Delitto e Castigo", quando Raskòl'nikov subisce tutta la pressione dell'interrogatorio fino a svenire! Penso esattamente così: che quest'attesa, questo rimandare l'inizio del discorso sia una tattica per farmi capitolare... ma il delitto in questo caso non c'è, e con me non funziona.
La prima a rompere il silenzio è mia madre, che evidentemente non resiste più al gioco e chiede qualcosa del tipo "E' grave?".
Il povero Carabiniere, interrotto nei suoi studi, risponde "Siamo qui per valutarlo" e la invita subito a tacere intimando di farla uscire dalla stanza, perchè in teoria non dovrebbe assistere... poi si rivolge subito a me chiedendo "Hai un'idea del perchè sei qui?". Sorrido. "Penso di sì. Praticamente ho inviato una E-mail..." Mi interrompe subito "Esatto, esatto". Di nuovo silenzio.
Ciò che segue è una discussione talmente patetica che forse vale la pena riportare nei passaggi peggiori!
Da una parte c'era questo rappresentante delle forze del (dis)ordine che diceva cose tipo "Ma le vedi solo te tutte queste cose! Chissà che strumenti usi, cannocchiali..." e io "Ma no, basta osservare il cielo, a occhio nudo" e lui "Vabbè che in effetti ti chiami (cognome)... hai proprio una vista d'aquila!" Risatine finte isteriche di tutti. Oppure continuava rivolgendosi a mia madre: "Eh signora, quando ero giovane anch'io volevo cambiare le cose... Poi per fortuna si cresce, si capisce."
E qui interviene mia madre, stupendomi, dicendo cose del tipo "Ma guardi veramente bisognerebbe sempre continuare a interessarsi di queste cose, che cosa vuol dire che da grandi bisogna rinunciare, non bisogna più occuparsi delle cose giuste?" E lui "Adesso, giuste... tutto è giusto allora. Tutto è inquinamento... Ma se abitavi in America cosa facevi? Io ho dei parenti che abitano in America, e lì con il traffico aereo che hanno, cosa facevi, una denuncia al giorno?!? Ahahah!" Dopo questa ho lasciato perdere (non avendo segnalato la pericolosità delle scie rilasciate dal consueto traffico aereo, ma la pericolosità delle scie chimiche, rilasciate appositamente da aerei non identificati) e la discussione è andata avanti ancora un bel pò tra lui e mia madre, per luoghi comuni ovviamente. "Ad esempio, la droga: ma se lo Stato volesse, non l'avrebbe già debellata da un pezzo? Eh? E invece perchè non succede?" Qua non ce l'ho fatta: "Evidentemente perchè gli conviene, perchè ci guadagna" "Esatto!"
Non male detto da uno sbirro. Mi fa pensare al gioco delle parti: questo qui vede sicuramente molto più schifo di quello che vedo io, però la cosa non lo sconvolge; il suo mestiere è seguire degli ordini senza farsi domande, il suo ruolo nella società è quello, è stabilito. Guardo per un attimo gli stemmi e le stellette che ha attaccate sulla giacca ma è inutile: non è da quelle che so riconoscere il grado, il valore di una persona.
Passiamo ai motivi del mio richiamo: devo dichiarare di essere stata io a inviare la E-Mail, informazione richiesta dal N.O.E. di Bologna che aprirà o ha già aperto un'indagine sulla base della mia segnalazione. Bene. Faccio finta di crederci ma chiedo innanzitutto di vedere la E-Mail in questione, perchè non voglio dichiarare nulla senza essere sicura che ciò che ho effettivamente spedito è ciò a cui si stanno riferendo. Mi passa il fascicolo piegando il foglio a metà, in modo che posso leggere la mia E-Mail (effettivamente è quella) ma non gli appunti che hanno trascritto a lato. Noto comunque che il mio scritto è stato suddiviso in paragrafi, dalla a alla f, mi sembra... mi hanno studiata bene. Rilascio la mia dichiarazione, firmo e saluto. Sulla soglia il Carabiniere dice che il mio caso gli ricorda il film "Il rapporto Pelican", che mi consiglia di guardare... Tratto da Wikipedia: "Una studentessa di legge formula una teoria sulla morte violenta di due giudici della Corte suprema: il mandante degli omicidi potrebbe essere un potente industriale che aveva finanziato la campagna elettorale del presidente in carica degli Stati Uniti. Il rapporto finisce nelle mani dell'FBI: la studentessa va eliminata. Solo con l'aiuto di un giornalista nero la bella riesce a sopravvivere."

Conclusioni.
Ho scritto questo articolo non solo per diventare la giornalista nera di me stessa (eh eh) ma anche per sapere se a qualcun altro è stato riservato un simile trattamento in seguito alla segnalazione al N.O.E. e, soprattutto, per contribuire a diffondere la conoscenza del fenomeno delle scie chimiche... Sono lì, lampanti, sopra le teste e davanti agli occhi di tutti, vengono sparate di notte e di giorno ma non ce ne accorgiamo perchè non siamo più abituati a osservare, a porci domande e a pretendere delle risposte; se ce le fanno notare non vogliamo crederci, perchè per noi se un fenomeno non è stato ufficialmente riconosciuto non esiste... Preferiamo non pensarci, o preferiamo pensare che sia una bufala internettiana, come certi disinformatori ci suggeriscono... Permettiamo che il virtuale si sostituisca al reale, quando basterebbe aprire gli occhi per capire che qualcosa non va. E in fondo anche se ce ne accorgiamo, anche se ci lamentiamo ogni giorno, uscendo di casa la mattina per andare al lavoro, siamo comunque restii a passare all'azione, abbiamo paura di esporci in prima persona, non siamo più abituati all'azione, alla rivoluzione. Siamo pavidi, come dice Paolo Barnard nel suo ultimo post [3]. Proviamo a smentirlo? Fermiamoli!
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